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Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: l’approfondimento di R23

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Il 25 Novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: sembra assurdo pensare che nel 2016 ci sia ancora bisogno di parlare di questo tema, eppure la violenza contro le donne esiste ed è un problema reale diffuso purtroppo non solo nel nostro paese, ma in tutto il resto del mondo.

Solo nel 1999, l’Assemblea delle Nazioni Unite decise di istituzionalizzare questa giornata, in memoria di fatto drammatico, violento ed esemplare: il brutale assassinio di tre donne domenicane per mano del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Era il 1960 e le tre sorelle Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva e Antonia Maria Teresa Mirabal da tempo lottavano contro il regime dittatoriale instaurato da Rafael Leonidas Trujillo nel 1930 solo grazie alle torture e agli omicidi praticati dalla polizia segreta che aveva lo scopo di abbattere gli oppositori alla sua candidatura e garantirgli così il potere. Fu imposta la legge marziale, vennero aumentate le tasse, Trujillo prese piano controllo di banche e fabbriche.

Foto di La india del cibao

Foto di La india del cibao

In questo clima di terrore, in pochi avevano la forza ed il coraggio di resistere. Tra queste c’erano le tre sorelle Mirabal che combatterono contro la dittatura con il nome di Las Mariposas (le farfalle) fin dal 1949, quando Minerva dichiarò apertamente le proprie idee politiche contrarie al governo di Trujillo durante la festa di san Cristobal, organizzata proprio dal dittatore per la società più ricca della provincia di Salcedo. Le tre ragazze vivono la loro vita alla volta dell’indipendenza e della lotta per l’uguaglianza: studiano, guidano l’automobile, sono attive politicamente a differenza delle altre donne domenicane. Il 25 novembre 1960, le due sorelle Maria Argentina Minerva e Maria Argentina Minerva si recarono al carcere per far visita ai loro mariti rinchiusi. Patria decise di accompagnarle. Purtroppo, lungo la strada, le tre sorelle caddero in un’imboscata organizzata dalla polizia al soldo del dittatore e le donne furono brutalmente torturate ed infine uccise. Ma il governo non poteva rischiare di essere accusato del delitto davanti alla comunità internazionale, perciò venne inscenato un finto incidente: i loro corpi devastati dalle torture vengono gettati insieme alla macchina in un burrone. La loro morte scatenò un’ondata di commozione e sdegno nei confronti del dittatore, un’ondata che portò fino all’uccisione di Rafael Leonidas Trujillo nel 1961.

Solo nel 1999, l’Assemblea delle Nazioni Unite sceglie il 25 Novembre come giornata di lotta istituzionale contro la violenza sulle donne, proprio in memoria di queste tre ragazze che per tutta la loro esistenza lottarono per la libertà, a scapito della loro stessa vita.

Foto fi Jane Fox

Foto fi Jane Fox

Nonostante siano passati tanti anni, il tema della violenza contro le donne non si è esaurito e purtroppo sono migliaia i casi di donne che subiscono violenze di diverso tipo, in tutto il mondo. Da un’indagine del 2015, risulta che 6 milioni 788 mila donne hanno subìto un qualche tipo di violenza nella loro vita; il 62,7% degli stupri in Italia è commesso da un partner attuale o precedente; il 26,4 % dice di subire violenza psicologica dal partner attuale. Agghiaccianti anche il numero delle persone che hanno subito stalking, di cui ben 1 milione 524 mila l’hanno subìto dall’ex partner.

La violenza contro le donne può essere chiamata anche violenza di genere, perché si tratta di
atteggiamenti violenti di vario tipo e livello che si attuano contro le donne in quanto donne, ossia di genere femminile. Nel tempo, avrete sentito spesso utilizzare la controversa e dibattuta parola femminicidio: questo termine sta ad indicare l’uccisione di un essere umano in quanto donna, ossia per motivi che si possono ricondurre alla condizione sociale e culturale in cui vivono le donne nell’epoca contemporanea. Queste condizioni possono generare comportamenti repressivi e violenti da parte di partner, familiari e conoscenti che vanno a distruggere la vita quotidiana di chi li subisce.

Per fare solo alcuni esempi: si tratta di violenza quando la donna è vista come proprietà del compagno, del marito o della famiglia; quando le viene negata la possibilità di lavorare e percepire uno stipendio, obbligandola ad essere dipendente economicamente da altre persone; quando subisce trattamenti diversi in ambiente lavorativo rispetto ai colleghi uomini, quando deve subire battute a sfondo sessuale a lavoro o per strada; quando le vengono vietate le posizioni professionali più elevate;  quando viene fischiata o squadrata dagli uomini camminando per strada; quando le viene vietata la pillola anticoncezionale, la pillola abortiva o l’aborto stesso. Lo stupro, lo stalking, le percosse e la morte sono le manifestazioni più eclatanti di una violenza che viene perpetrata quotidianamente e su più livelli.

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Per questo c’è bisogno di continuare a combattere questa violenza agendo quotidianamente nelle nostre vite e partecipando ad eventi pubblici che dimostrino la volontà civile di rispondere a questo problema. Tante sono le iniziative che nella giornata del 25 novembre verranno proposte a Milano e nelle altre città italiane. R23 è molto sensibile a questo tema ed ha deciso di essere media partner dell’evento Il coraggio che non ho mai avuto prima organizzato da Progetto Luna Nuova presso lo Spazio Maimeri di Corso Colombo 15. Si tratta di un incontro condotto dalla giornalista Paola Loaldi in cui interverranno il commissario Francesco Podini (nucleo tutela delle donne del Comune di Milano), il dottor Stefano Callipo (responsabile del centro di prevenzione del rischio suicidario di Roma e Firenze). Ci sarà anche Rossella Campagnola, portavoce del progetto Luna Nuova, motore di questa iniziativa. Il progetto Luna Nuova nasce con l’intento di sensibilizzare uomini e donne sul fenomeno della violenza nei confronti della donne attraverso l’arte in ogni sua sfumatura, sia essa musica, scrittura, pittura, fotografia o cinema. Vi invitiamo all’evento e vi consigliamo di visitare la loro pagina Facebook per scoprirne di più QUI.

Ricordiamo anche le iniziative organizzate dal Municipio 3 “DONNE AL CENTRO“, nei giorni di Mercoledì 23 e Giovedì 24 Novembre 2016, di cui abbiamo dato notizia QUI.

Il 25 Novembre a Roma si svolgerà anche una manifestazione nazionale dallo slogan #NonUnaDiMeno dove donne e uomini si incontreranno per ribadire quanto sia importante lottare e combattere contro ogni tipo di violenza di genere che possa abbattersi su donne, uomini, trans, gay, lesbiche, bisessuali e quant’altro!non-una-di-meno

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